Ultimo raduno per le ragazze della Bf. Il saluto della capitana Elena Brizzi che riassume l’intera stagione.

Ultimo raduno per le ragazze della Bf. Il saluto della capitana Elena Brizzi che riassume l’intera stagione.

Ragazze, è stato un anno incredibile, sotto ogni punto di vista. Per me la bellezza di un anno non si misura sui risultati. O almeno non solo. Eppure quest’anno di risultati ne abbiamo raggiunti. E ci è mancato poco, tanto così, alla perfezione. Possiamo dire che se ci fosse andata bene qualcosa, in più ora, staremmo parlando di un anno in cui ci siamo giocate le Final Four con le altre migliori tre squadre del campionato, ce lo meritavamo. Così come ci meritavamo poi di vincere la Coppa Piemonte. Eppure nel basket, lo sappiamo, può succedere di tutto, in un attimo. A noi di cose ne sono successe tante, ma ci siamo sempre rialzate, abbiamo sempre dimostrato quanto ci tenevamo a vincere ogni singola partita. Perché se è vero che a distanza di una settimana dalla vittoria contro la prima in classifica abbiamo rischiato di perdere contro l’ultima in classifica è anche vero che a noi non piacciono le cose facili, siamo fatte così. Però cavolo quest’anno abbiamo vinto contro una squadra che è appena andata in A2.
Abbiamo messo in campo tutto. Abbiamo finito lo scorso anno salvandoci ai Playout e abbiamo iniziato quest’anno con zero aspettative. Nessuno avrebbe puntato un centesimo su di noi se non forse, forse, noi stesse. Eppure abbiamo vinto tanto e perso poco. Siamo state una delle migliori difese del campionato. E le sconfitte che ci sono state sono state un’amarezza grande perché sapevamo di poter vincere ogni partita. Io sono così fiera di voi e sono fiera perché quasi a ogni partita nel discorso iniziale vi ho chiesto non tanto di vincere quanto di mettere in campo tutto quello che avevamo, tutto quello che era nelle nostre possibilità. Ed è stato così, è stato così ogni partita. Abbiamo messo l’anima su ogni pallone. Poi appunto la sfiga vuole che Ele si faccia male nel momento più importante della stagione e l’abbiamo vista quasi ad ogni allenamento dopo a sostenerci e a venire per noi. Così come aveva fatto Cimi prima di rientrare a giocare e finalmente è rientrata, con la stessa dedizione di sempre. Quest’anno forse per la prima volta ho visto l’ansia negli occhi di Gek, una delle persone più lucide che io conosca, che all’ultima partita di campionato, che pensava fosse la sua ultima in carriera, aveva ansia. Quindi è questo il bello di aver la fortuna di essere il capitano di questa squadra e poter vedere le vostre facce cambiare durante l’anno, essere arrabbiate, sconfitte e deluse e poi felici, gioiose e spensierate in un attimo. I vostri visi cambiano in un attimo e questo è il bello dello sport forse. È il bello di vedere una come Luci, che è quella che ha giocato di meno quest’anno, impegnarsi e venire ad ogni allenamento e fare 1000 allenamenti a settimana e finirli sempre sudata e via a ripetersi ogni settimana. È bello vedere la paura della pressione di Gio, che è una delle nostre migliori giocatrici ma forse non lo sa, tenere un carico addosso che non riusciva a gestire e chiedere consigli su come farlo. Vedere una come Linda esserci sempre nonostante tutto e volersi conquistare ogni minuto in campo. O un uragano di emozioni e sensazioni come Carlo, che travolge tutto con quel fuoco che le viene da dentro. Pronta a picchiare qualcuno per difendere le sue compagne. Come anche Mir, che c’è sempre stata e sempre ci sarà per noi. E poi sapere di poter contare su certe persone per tirare su il morale della squadra, per far uscire un sorriso nelle proprie compagne in ogni momento. Persone come Marti o come Fanta, che sono lì proprio per fare spogliatoio, per unire tutte. Vedere Marta giocare comunque nonostante i gli acciacchi e provare a mettere il suo a ogni partita. Vuol dire avere la fortuna di accogliere a metà anno ormai una come Catia, che è entrata in punta di piedi e che è riuscita a integrarsi fin da subito, come se fosse stata con noi da inizio anno. O sapere di poter contare su Case, che veniva quando poteva ma quando veniva era sempre una festa.
E poi ci sono anche quelle persone che sono importanti perché appena le guardi ti infondono tranquillità e in certi momenti è tutto ciò che ti serve. Penso a Vitto ovviamente, forse la persona più buona del mondo. Non so ecco per me bastava guardare Vitto per trovare una gioia estrema. Oppure vedere Mati sorridere nonostante tutto, non l’ho mai vista arrabbiarsi Mati, mai. E per me è un altro esempio di serenità. Un altro esempio di serenità ce l’ha dato Patrick. E qui passiamo ai piani più alti. Patrick che era sempre pronto a sdrammatizzare o a fare una battuta, anche nei momenti più assurdi. Non posso dire che sia esempio di serenità Andre, però cavolo non posso che ringraziarti, Andre perché sarà strano non averti più come allenatore e per me sei stato veramente molto importante. Penso che mancherai un po’ a tutte noi. Ringrazio ovviamente mia mamma, anche se sono di parte, ma direi che il primo anno da dirigente l’ha superato a pieni voti. Anche solo per il suo cuore. E poi devo ringraziare Gianni nostro primo tifoso. E infine penso a quanto è bello avere la fortuna di avere persone che hanno smesso di giocare per questa squadra, ma continuano a seguirla sempre, come Sofi ed Ele. Per me è molto importante questo perché fa capire il legame che si è consolidato. Vuol dire tanto.

Quindi quel che voglio dire, insomma, è che ci sono tante persone che compongono una squadra, tante personalità. E io nel corso dell’anno ho avuto bisogno di ognuna di queste, all’interno della squadra per me c’è stato bisogno di ognuna di voi. Perché i momenti all’interno di un anno sono diversi, variegati e in ogni momento c’è bisogno di una o più delle vostre belle personalità, ad aiutarmi e ad aiutare tutta la squadra, perché penso di poter parlare un po’ per tutta la squadra. In base a quello di cui c’è bisogno in un determinato momento si sa sempre da chi andare ed è bellissima questa cosa.
Però forse basta parlare dei singoli, perché, come abbiamo detto più volte, la forza di questa squadra è proprio che siamo una squadra. Una squadra unita. Una squadra vera. Un esempio raro all’interno di questo campionato e forse all’interno di molti campionati. Ci invidiano e l’invidia è brutta però ti fa capire quanto di bello c’è da vedere in noi. E io l’ho già detto alla mia festa di laurea, per chi c’era, che non ho mai avuto la fortuna di essere parte di una squadra del genere e di esserne pure il capitano di una squadra simile.

Per me è motivo di orgoglio. Sono onorata e vi ringrazio dal profondo del mio cuore. Non avrei mai desiderato niente di meglio. Mai. Vi voglio un bene immenso.
Ele

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